Wojtek, la casa editrice indipendente che a Pomigliano fa la differenza

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diego de silva

La storia di Wojtek, la casa editrice indipendente apre una libreria a Pomigliano. Più che una libreria, una moderna bottega dove si respira odore di carta stampata e passione. Il luogo ideale per chi ama sognare e vivere mille vite attraverso la lettura.

Wojtek: “Il guerriero che sorride”

A parlare è Ciro Marino, socio fondatore della casa editrice Wojtek. Tutto è partito con la fondazione della prima casa editrice, “Ad est dell’equatore”, insieme a suo fratello, esperienza già ricca di successi. Dopo varie vicissitudini, decide di uscire fuori dalla società e crea insieme ad altri soci “Wojtek”: a Maggio 2018, il primo “frutto dell’Amore”. Viene pubblicato, e il successo è stato grande ed immediato, il romanzo di Anna Adornato: “Gli affetti provvisori”. Un titolo, un perché. Lettura consigliatissima.

È chiaro che la scelta del nome è pregna satura di una forte carica simbolica. Wojtek, “È il nome di un orso comprato da una brigata di soldati polacchi in Siria per due scatolette di carne da un bambino siriano. Ti sembrerà strano, ma è stato anche un medagliato della II Guerra Mondiale perché ha partecipato alla battaglia di Cassino trasportando numerose casse di munizioni senza mai farne cadere una. È un vero eroe: ci sono anche varie statue sparse di Wojtek per l’Italia per commemorarlo”.

“Ci piaceva l’idea arrembante di un modo di fare libri, sia dal punto di vista del mercato sia dal punto di vista della letteratura e dei contenuti. Tra l’altro “Wojtek” significa “Guerriero che sorride”. Ci ha molto stuzzicato la dicotomica e forte carica simbolica di questo nome”.

Wojtek: la destrutturazione linguistica delle pubblicazioni prende il sopravvento

wojtekCiro spiega lo stile delle nuove pubblicazioni e afferma in maniera convinta di sentirsi un lettore diverso rispetto alla sua prima esperienza con “Ad est dell’equatore”. È quasi incantato, perso forse nel ricordo della sua prima esperienza, poi spiega meglio perché e in che misura si sente un lettore diverso. “La mia esperienza con Ad est dell’equatore è iniziata quando avevo solo 23 anni. Le mie letture erano totalmente diverse rispetto a quelle di oggi e a quelle cui oggi mi approccio. Erano molto più vicine al facile consumo. Poi sono cresciuto e ora leggo solo libri che mi lasciano un qualcosa di concreto, che mi cambiano e che mi fanno avanzare di un gradino nella scalata della definizione totale del mio essere Persona”. Ciro crede tanto nei libri, poi si corregge, più che nei libri nella forza della letteratura “Oggi la parola libro è troppo generica e sta facendo essa stessa perdere di valore al vocabolo. Parliamo di letteratura, che è molto meglio” – sorrido di nuovo, per la seconda volta-.

Wojtek no pubblicazioni commerciali

“La letteratura è uno degli strumenti più potenti del mondo, lo ha cambiato, lo ha fatto crescere e migliorare. Se guardassimo alla letteratura con più rispetto e più profondità, miglioreremmo anche noi: ci aiuterebbe anche a stare meglio nel mondo”.

Le nuove pubblicazioni di Papà Wojtek, si distinguono per la destrutturazione linguistica e per lo stile lontano anni luce dalle pubblicazioni più commerciali. I capolavori marchiati Wojtek si vestono di stile, di straordinaria sovversione dell’ordinarietà strutturale di un romanzo. La storia in sé, comunque intrinseca di emozioni e significati, diventa la scena su cui prendono vita le parole.

La tenacia di Ciro si tocca con mano, gli occhi brillano e non è assolutamente spaventato da questa sfida che ha deciso di affrontare con tutto se stesso. Con la collaborazione di Valeria, sua moglie, e di chi come lui crede in questo nobile progetto cultural-letterario.

Chi scrive sente forte il peso di una costruzione che sta in piedi senza pilastri. E butta giù su carta il disagio di sentirsi in balìa di una società che di organizzato e prestabilito, non ha più nulla. “Ci piace l’idea di aver colto l’esigenza di questa nuova forma letteraria che si sta timidamente affacciando nel mondo dell’editoria. Soprattutto quella indipendente.”

Wojtek: l’idea che Ciro ha della lettura; non ci sono strumenti per avvicinare i giovani alla lettura

wojtek

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, diceva Danièl Pennacc. Ciro sposa in pieno questa filosofia. “Avvicinare un giovane ai libri è una delle sfide più difficili di questo tempo. Credo che non necessariamente si debba leggere. Ma credo che chi non legge si perda una grande e bellissima esperienza”. Un po’ come dire che si ha paura di innamorarsi o di innamorarsi ancora per paura di soffrire.

La capacità metaforica di Ciro è forte è convincente: “Chi non legge, come chi non si innamora di nuovo per soffrire, non lo fa per paura di annoiarsi. Certamente leggere è un esperienza multiforme”. A volte è simpatica, altre divertente, altre ancora triste, melanconica. A volte invadente. “Delle volte leggere richiede lo sforzo di guardarsi dentro, ed è bello. La mia vita senza libri sarebbe stato di certo più frivola e insignificante”.

Nel fare un grandissimo in bocca al lupo a Ciro e a tutti quello che credono in lui e nella sua nobile e meravigliosa sfida, auguriamo lunga vita a Wojtek e ricordate: “Come l’Amore, è il libro a trovare voi. Sentitelo, fatelo vostro e vivete ogni volta, osando, una vita diversa”

“Delle volte leggere richiede lo sforzo di guardarsi dentro, ed è bello”.

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