Da Wonder Woman a Bebe Vio: il coraggio delle donne in mostra al PAN

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Dal 12 al 17 marzo, il Museo PAN di Napoli ospiterà la mostra itinerante “Da Wonder Woman a Bebe Vio: il coraggio delle donne”. (leggi anche: Who’s she? Donne eccezionali diventano tessere di un famoso gioco) L’ingresso – dalle 9 alle 19 – è gratuito. La mostra prende il nome dall’omonimo libro dell’associazione Il vaso di Pandora – La Speranza dopo il trauma. Le illustrazioni sono ad opera di Simona Bryant.

Il coraggio è il filo conduttore del libro e dell’esposizione. Il coraggio di farsi strada in un mondo di uomini, il coraggio di riprendere in mano la propria vita. Protagoniste della mostra sono letterate, scienziate, politiche, attrici, cantanti, attiviste: donne che si sono distinte per il loro importante contributo nella società.

Da Wonder Woman a Bebe Vio: tra coraggio e speranza

Wonder Woman“Da Wonder Woman a Bebe Vio: il coraggio delle donne” propone 49 ritratti di donne simbolo di forza, coraggio e resilienza. A presentare l’esposizione Antonella Montano, presidente dell’associazione il Vaso di Pandora e direttrice dell’Istituto A.T. Beck di Roma e Caserta; il PM Martina Salvati; la giornalista e scrittrice Giuliana Covella; la psicoterapeuta Rosa Cappelluccio e l’avvocato Alessia Schisano.

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L’associazione Pandora si propone di creare un luogo di condivisione, in cui sentirsi al sicuro anche se vulnerabili. Abbiamo parlato con la dottoressa Montano, presidente dell’associazione.

Qual è il messaggio che avete voluto lanciare tramite il libro e la mostra?
“Che c’è una speranza dopo il trauma. E quella speranza può essere anche Pandora, perché ti aiuta a capire che non c’è niente di cui vergognarsi, che non è colpa tua. Ti spiega che cosa è successo al tuo corpo e alla tua mente, cosa è successo a quella bambina di allora che si riflette nell’adulta di oggi”.

Il Vaso di Pandora e le sue Wonder Woman

Wonder WomanDottoressa Montano, com’è nata la sua associazione?
Nasce dall’esigenza di poter dare alle mie pazienti un posto sicuro in cui poter parlare di argomenti che hanno segnato la loro vita, quando erano bambine. Un luogo in cui capissero che non erano le uniche a provare alcune cose di cui si vergognavano o che avevano paura di condividere con altri. Avrebbero conosciuto tante persone che avevano subito un trauma o un abuso e che affrontavano le loro stesse conseguenze. Questo le avrebbe aiutate a non sentirsi sbagliate, difettate, non amabili o sporche.

Ho cercato nel web come poterle aiutare. Mi sono rifatta a strutture americane e ho scoperto Pandora Project. All’interno di questo sito c’era una parte segreta detta “acquario”. Le persone potevano entrare in alcune stanze specializzate in argomenti specifici del trauma e parlarne. Ho chiesto di poter avere una parte in italiano per le mie pazienti ma Pandora Project ha fatto di più. Mi ha spronato a fondare Pandora in Italia (a Roma, ndr).

Una novità interessante! Come funziona?  

Wonder Woman“Sì, è una realtà bellissima. È unica in Italia. Tra le volontarie ci sono psicoterapeute, survivor, avvocati, presidi, insegnanti, medici. In due anni abbiamo avuto circa 2.000 iscritti. È un risultato importantissimo considerando che non ci pubblicizziamo. Le persone cercano “trauma”, trovano il nostro sito e il forum. Fanno domanda per entrarci e, una volta dentro, si apre per loro un mondo di sicurezza, di ospitalità, tra persone che hanno subito la stessa esperienza, ma magari hanno già qualche risorsa in più.

Sul nostro sito ci sono tutte le informazioni sul trauma. Io scrivo due news a settimana, in cui spiego alcune tecniche, il perché di alcune sensazioni fisiche, psicologiche o emotive. Do anche degli strumenti pratici per poterle affrontare. Chiaramente non è una psicoterapia, però alcune persone mi hanno scritto che quegli strumenti erano stati molto utili. Ho creato questa parte segreta detta “forum”. Qui, le persone non possono essere riconosciute nemmeno dall’ip del computer. È controllata h24 dalle volontarie di Pandora.

La dottoressa Vadalà e un’altra psicoterapeuta tengono anche un corso di auto mutuo aiuto dal vivo, sempre in anonimo. Facciamo dei corsi per spiegare le conseguenze del trauma, la relazione trauma-cervello, le malattie fisiche e psicologiche correlate al trauma. Ci sono anche corsi di Mindfulness Stress Reduction, per imparare a sostenere lo stress in età adulta derivante da traumi infantili”.

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