Zona rossa: sì agli spostamenti tra comuni per i supermercati convenienti

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In zona rossa è possibile spostarsi da un comune all’altro per esigenze di “convenienza”. Nell’ultimo Dpcm è specificato che ci si può recare altrove per la spesa se nel proprio non è presente un supermercato. Inoltre, lo spostamento è possibile anche nel caso in cui i prezzi di un negozio di un altro comune siano più convenienti.  

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Quali sono gli spostamenti vietati nella zona rossa?

zona rossaIn zona rossa sono vietati:

  • Spostamenti in un’altra regione;
  • Spostamenti da un comune all’altro;
  • Spostamenti all’interno del proprio comune.

Gli spostamenti sono consentiti solo per:

  • Comprovate esigenze lavorative;
  • Motivi di salute;
  • Situazioni di necessità, come fare la spesa o come quando si rende necessario l’acquisto di beni primari.

Per qualsiasi movimento da fare nel proprio comune o al di fuori, è necessario essere in possesso di un’autocertificazione che ne dimostri il motivo. Se la motivazione non rientra nei casi previsti, si può incorrere in sanzioni penali. Se invece nell’autocertificazione vengono indicati dei dati personali falsi, o se si violano isolamento e quarantena, si rischia anche la reclusione.

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Ecco quando è possibile fare la spesa in un altro comune se si è in zona rossa

zona rossaLaddove il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito”. Recita così la parte delle F.A.Q. relative alla zona rossa sul sito del Governo.

In questo modo, i cittadini non saranno più costretti come nello scorso lockdown a fare la spesa nel supermercato più vicino. Sarà quindi evitato il rischio di dover pagare prezzi più alti per i beni che, di solito, vengono acquistati ad un costo più basso e conveniente.

Ovviamente, ogni spostamento dovrà essere dimostrato tramite autocertificazione.

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Zona rossa: limiti e regolamenti

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Fonte: pagina Facebook ufficiale di Roberto Speranza

Con il Dpcm del 3 novembre, l’Italia è stata tdivisa in tre zone: zona gialla, zona arancione e zona rossa. Il rispetto o meno di determinati indicatori può determinare il cambio di “colore” per una regione.

Attualmente, le regioni in zona gialla sono: Lazio, Molise, Provincia di Trento, Veneto e Sardegna. In queste regioni ci si può spostare liberamente dalle 5 alle 22. Per muoversi dalle 22 alle 5, invece, sarà necessaria un’autocertificazione che comprovi esigenze lavorative o di salute.

In zona arancione troviamo: Puglia, Sicilia, Umbria, Basilicata, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia. In queste regioni è possibile circolare liberamente dalle 5 alle 22 solo nel proprio comune. Per recarsi in un altro comune o per gli spostamenti dalle 22 alle 5, bisogna avere un’autocertificazione per motivi lavorativi o di salute.

In zona rossa sono presenti: Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana e Campania. Dal 18 novembre, in questa lista rientra anche l’Abruzzo. I cittadini della zona rossa non possono uscire di casa, tranne che per lavoro, salute o per acquistare beni di prima necessità. Ciascun movimento dovrà essere comprovato tramite autocertificazione.

I centri estetici rimangono aperti nelle zone gialle e in quelle arancioni, mentre rimangono chiusi in zona rossa. Parrucchieri e barbieri sono aperti in qualsiasi zona. Le chiese rimangono aperte e accessibili anche in zona rossa. Queste misure resteranno in vigore fino al 3 dicembre 2020

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