Lello Russo, l’ex sindaco di Pomigliano d’Arco: “Sono costretto a scendere in campo”

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Lello Russo scende in campo: “Vedendo il degrado diffuso che impera da due anni a Pomigliano, sono costretto di nuovo a scendere in campo.” L’altra sera in una nota tv pomiglianese, seguitissima puntata con ospite illustre, l’ex sindaco Lello Russo che ha esordito con questa affermazione. Nonostante l’età e la sconfitta alle ultime elezioni amministrative, è apparso in gran forma e ha toccato tutti i temi della politica pomiglianese.

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Lello Russo, le dichiarazioni in tv sulla politica pomiglianese

lello russoInnanzitutto, ha smentito alcune dichiarazioni fatte dall’attuale sindaco Gianluca del Mastro relative al suo disinteressamento per le fabbriche e per gli operai. Dico a “quel signore” che “ho fatto da socialista tante battaglie fuori i cancelli delle fabbriche”. L’accusa poi di non essere andato in Leonardo in occasioni pubbliche è destituita di fondamento in quanto “non solo sono andato, ma ho anche preteso che Leonardo togliesse la recinzione spinata che faceva venire alla mente i campi di sterminio di Auschwitz e mi sono cordialmente salutato con il ministro Di Maio”.

Si è poi concentrato sul fenomeno della Camorra. “In città, come dimostra un recente rapporto della Dia, la Camorra non esiste, se non marginalmente limitata a fenomeni di droga. L’unico che continua a buttare fango sulla mia città è il comandante Maiello che peraltro in alcuni interrogatori – ha accusato Russo – è stato portato (come capo dei vigili) ad Afragola da un certo Caputo, pentito di Camorra”. Sull’argomento stamattina Maiello ha dichiarato: “Sto andando a sporgere regolare denuncia contro l’ex Sindaco”.  

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Lello Russo: dalla “questione edilizia” all’impianto di compostaggio

lello russoRusso si è poi soffermato sul problema edilizio affermando che è tutta una montatura: “Non esiste alcun problema e infatti la magistratura sta dissequestrando tutti i cantieri, ma vi è di più – ha aggiunto Russo – siccome l’ufficio tecnico sta ritirando i permessi anche dei cantieri dissequestrati dal magistrato, mesi dopo, la dirigente dell’ufficio tecnico l’arch. Lucia Casalvieri sta rischiando in proprio per milioni di euro di risarcimenti che stanno arrivando al comune da parte delle ditte danneggiate”.

Come un fiume in piena ne ha avute poi anche per il vicesindaco Eduardo Riccio, di cui ha chiesto le dimissioni, perché alcuni manifesti di “Azione” apparsi in città hanno fatto riferimento ad appalti a ditte da lui seguite, sparite improvvisamente dopo le delibere, dal suo curriculum. Ha avuto da ridire poi sulle polveri sottili: “mai tanti sforamenti” e sulla sporcizia e incuria della manutenzione della città “mai così sporca”. Ha difeso l’impianto di compostaggio “ad emissioni zero e con vantaggi economici per le tasse dei pomiglianesi” aggiungendo sornione che “il Movimento 5 Stelle che prima lo osteggiava ora ha cambiato idea”. Relativamente agli ausiliari del traffico ha dichiarato che “devono essere internalizzati”. Insomma un vero e proprio editto elettorale. “Sono stato costretto a scendere in campo – chiosa – non per ricandidarmi a sindaco ma per dare il mio contributo perché amo la mia città e non riesco più a sopportare questa amministrazione disastrosa”.

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