Scandalo camici, la Procura apre un’inchiesta: nuovo terremoto in Lombardia

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È una vera e propria bomba quella sganciata da Report lo scorso 8 giugno. Un’inchiesta di Giorgio Mottola ha portato alla luce “strani affari” tra la Regione Lombardia del Presidente Attilio Fontana e un’azienda collegata alla sua famiglia, sulla fornitura di camici e altre attrezzature mediche. L’intera vicenda era stata anticipata anche dal giornale Il Fatto Quotidiano.

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Camici di famiglia: il caso

cancro decreto rilancio camiciLa società di abbigliamento DaMa Spa, gestita da Andrea Dini e dalla sorella Roberta (socia al 10%), nonchè moglie del presidente Attilio Fontana, aveva presentato un’offerta commerciale alla Regione per la fornitura di camici, copricapi e calzari sanitari, per ben 513.000 euro che la Regione, attraverso la società di acquisti ARIA S.p.A., aveva accettato, firmando l’ordine di fornitura il 16 aprile e il 30 aprile aveva ricevuto una regolare fattura, con pagamento previsto a 60 giorni. Ma solo il 22 maggio (quando il giornalista di Report ha chiesto spiegazioni a Dini e Fontana) DaMa Spa aveva inviato alla Regione la richiesta di annullamento dei pagamenti per la fornitura. Dunque, tempistiche un po’ sospette

Camici di famiglia: la difesa

medicina san giorgio leucemia integratori festa della donnaSia ARIA che l’A.D. Dini, però, hanno replicato che si è trattato di una donazione. Nemmeno un euro sarebbe stato speso dalla Regione; ciò è dimostrato proprio dallo storno delle fatture del 22 maggio.

Dini a Report ha spiegato “Chi si è occupato della questione in mia assenza ha male interpretato la cosa. Ma poi dopo io sono tornato, me ne sono accorto e ho immediatamente rettificato tutto. Avevo detto ai miei che doveva essere una donazione“.

Duro il commento di Fontana: “Ho dato mandato ai miei legali di querelare Il Fatto Quotidiano per l’articolo che ha anticipato i contenuti della prossima puntata della trasmissione televisiva della Rai Report in cui si racconta di una donazione di camici per protezione individuale forniti alla Regione Lombardia. Si tratta dell’ennesimo attacco politico vergognoso! Tutto si basa su fatti volutamente artefatti e scientemente omissivi per raccontare una realtà che semplicemente non esiste. Agli inviati della trasmissione televisiva Report avevo già spiegato per iscritto che non sapevo nulla della procedura attivata da ARIA S.p.A.. Non sono mai intervenuto in alcun modo.

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La Procura di Milano apre un’inchiesta

camiciLa Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda, al momento senza ipotesi di reatoindagati. Da verificare anche un’ulteriore incongruenza: le note di credito per annullare la fattura ammontano a 359 mila euro, quindi mancano circa 150 mila euro. Alla procura di Milano erano arrivate delle segnalazioni, secondo quanto ha riportato Il Fatto Quotidiano, provenienti dall’interno di Aria. Le segnalazioni sono arrivate anche alla Procura di Como.

L’affidamento diretto della fornitura a una società controllata, anche se al 10%, dalla moglie e dal cognato del presidente Fontana, potrebbe far scattare da parte della procura milanese un’ipotesi d’accusa di abuso d’ufficio. La società Dama spa era presente all’interno degli elenchi di fornitori della società regionale ARIA. Tuttavia, come ha spiegato Il Fatto Quotidiano, rispetto ad altre società non ha sottoscritto il “patto d’integrità” del 2019, che prevede anche la dichiarazione di assenza di conflitti d’interesse.

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