Codacons green pass e reddito di cittadinanza, secondo l’ente i due dovrebbero essere collegati. Dal momento in cui il 15 ottobre sarà obbligatorio per i lavoratori. “Quindi perché non per loro?”. Questo in sunto il discorso del Presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Definisce infatti la certificazione verde un “ricatto” per far vaccinare le persone. I lavoratori che non lo possiedono vedranno il loro stipendio sospeso tra due settimane. Richiede quindi lo stesso giudizio anche per chi percepisce un sussidio statale.
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Codacons Green Pass: il ricorso al Tar contro il certificato verde

Non digerito benissimo il Green Pass dal Codacons e dal suo Presidente, Carlo Rienzi. La causa è da attribuire alla normativa che entrerà in vigore dal 15 ottobre. Ovvero i lavoratori sprovvisti di certificato vedranno il loro stipendio sospeso. “Stiamo facendo ricorso al Tar” afferma il Presidente. “La sanzione a chi non ha il green pass è sul compenso del soggetto lavatore.” Da qui la provocazione: “Con questo criterio può essere sanzionato anche il compenso di chi ha il reddito”. Un criterio quindi, quello del rapporto lavoro-Green Pass da applicare a tutte le categorie.
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Codacons Green Pass: le parole del Presidente Rienzi
La normativa del 15 ottobre ha fatto discutere i più. Anche un ente come il Codacons infatti decide di prendere posizione. Lo fa attraverso il suo volto principale, quello del Presidente Carlo Rienzi. “Perché ricattare solo i lavoratori dipendenti con la sospensione dello stipendio e non altri come i non vaccinati che percepiscono il reddito di cittadinanza?”. La domanda è provocatoria e cerca appello al Tar. “Il criterio va applicato a tutte le categorie. C’è un’assoluta identità di situazioni, molto giusta e costituzionale”. Questo dunque il parere di Rienzi. Ciò che chiede è un trattamento uguale per tutti. Chissà cosa deciderà, in merito, il Governo.





























