Guerra Ucraina, Russia si apre al dialogo? Draghi: “Cessate il fuoco”, ma persistono le evacuazioni

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Colloquio Russia Ucraina? Mosca dichiara di essere propensa a dialogare con i suoi avversari alla ricerca di un comune accordo. Draghi, ancora una volta, incoraggia il cessate il fuoco, ma sembra che i fucili continueranno a sparare. Le truppe russe non hanno l’ordine di ritirarsi – mentre, invece, la difesa di Azovstal è costretta a inginocchiarsi.

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Colloquio Russia Ucraina ultime notizie: siamo arrivati al cessate il fuoco?

draghi benzina decreto, stop super green pass, decreto benzina, caro benzina decreto,I primi postumi della guerra che sta devastando l’Ucraina iniziano a palesarsi agli occhi di tutti. No, non parliamo di palazzi distrutti e persone dall’anima strappata via – non solo. Il Paese sotto attacco sta entrando in una vera e propria crisi alimentare estesa a tutto il mondo, in particola modo all’Africa e al Medio Oriente. I prezzi degli alimenti salgono di giorno in giorno, toccando i massimi storici. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati”, dice il nostro Premier Mario Draghi. Sottolinea che “è la posizione dell’Italia, dell’Unione Europea e che ho condiviso con Biden”. Ma non è una cosa fattibile da un giorno all’altro. “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per ogni possibilità di mediazione”, annuncia Draghi. “Ma sarà l’Ucraina a decidere quale pace accettare. Una pace senza Ucraina non sarebbe accettabile.”

E come si può arrivare a un colloquio di pace se non con la propensione della Russia? Fino a ora, Mosca ha perseverato sulla via dei proiettili – qualcosa però sembra essere cambiato. Il vice ministro degli Esteri russo afferma che la Russia è pronta a riprendere i colloqui. Un raggio di speranza, ma con un immediato risvolto amaro: Non offriteci un cessate il fuoco. È impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe”.

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Colloquio Russia Ucraina: l’evacuazione di Azovstal

assistenza violenza sessualeCivili rifugiati nei sotterranei di una delle più grandi acciaierie d’Europa per settimane e settimane di continuo assedio. Questa realtà è associata ad Azovstal. Le condizioni della gente sono pessime. Manca la luce, il cibo, le medicine, anche l’acqua scarseggia – e fuori le sparatorie non si fermano. Una situazione che non può durare per sempre. Ecco perché il Presidente ucraino Zelensky annuncia una breve tregua per consentire l’evacuazione dei prigionieri. I combattenti sono trasportati via con delle barelle; alcuni vengono immediatamente curati, altri devono subire delle perquisizioni da parte dei soldati russi. “I difensori di Mariupol sono gli eroi del nostro tempo“, dice Kiev. “Sono per sempre nella storia. Mantenendo le posizioni ad Azovstal, non hanno permesso al nemico di trasferire fino a 17 gruppi tattici di battaglione in altre aree.”

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Perché la Russia invade l’Ucraina?

Dietro questa domanda si apre un ampio contesto storico. Per chi ne fosse all’oscuro: l’Ucraina un tempo faceva parte dell’Unione Sovietica. Avendo ottenuto l’indipendenza nel 1991, possiede ancora tantissimi cittadini russi. Ventitré anni dopo, nel 2014, il Presidente filorusso Yanukovych viene cacciato per lasciare che salva Poroshenko. Questi non è affatto ben visto da Mosca che, nello stesso anno, incoraggia la rivolta dei separatisti filorussi nel Donbass. Vengono tentate delle trattative diplomatiche, ma falliscono tutte. Inizia così un periodo fatto di prigionieri di guerra, scambi di ostaggi e tensioni di vario genere, fino allo scoppio del conflitto vero e proprio lo scorso febbraio.