Quarantena e isolamento: ecco le differenze se il Covid ci chiude in casa

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Con l’arrivo del Coronavirus, abbiamo imparato a convivere quotidianamente con parole come “quarantena” e “isolamento”. Entrambe sono condizioni in cui ci ritroviamo barricati in casa a causa del virus, sia se siamo stati contagiati, sia se siamo stati a stretto contatto con un positivo. La quarantena e l’isolamento hanno durata variabile in base a ogni singolo caso.

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Cos’è la quarantena?

QuarantenaLa quarantena, originariamente, era un periodo di 40 giorni in cui persone e animali si isolavano perché portatori di agenti infettivi (virus, batteri, funghi). Con il passare del tempo, la durata dei giorni è diventata variabile, rapportata al periodo d’incubazione della malattia stessa.

Con l’arrivo del Coronavirus, la quarantena ha assunto un’accezione diversa, pur mantenendo il proprio significato originario. Attualmente indica il periodo di chiusura in casa di una persona asintomatica e negativa venuta a contatto con un soggetto positivo. In questo caso, assume un attributo “fiduciario”.

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Qual è la differenza tra quarantena fiduciaria e isolamento?

QuarantenaL’isolamento, a differenza della quarantena fiduciaria, indica il periodo di chiusura riferito ai positivi, che siano asintomatici o sintomatici. I giorni possono variare in base alla permanenza del Coronavirus all’interno del corpo umano.

Durante l’isolamento, il soggetto può sviluppare serie complicanze, tali da rendere necessario il ricovero in ospedale. Parliamo di difficoltà respiratorie, scompensi cardiaci e febbre molto alta. In altri casi, invece, il positivo può sviluppare i sintomi lievi della malattia, molto simili a quelli influenzali, o non sviluppare alcun sintomo.

Per isolamento, nei limiti delle possibilità, s’intende anche il tenersi il più lontano possibile dagli altri conviventi del nucleo abitativo.

A chi spetta la quarantena fiduciaria?

QuarantenaLa quarantena fiduciaria diventa un passo necessario per coloro che sono stati a stretto contatto con un positivo e che non hanno sviluppato sintomi. Ciò può accadere, per esempio, se abbiamo condiviso lo stesso luogo di lavoro o di studio di una persona colpita dal virus. In tal caso, gli asintomatici devono barricarsi in casa per un periodo pari a 14 giorni. In alternativa, i giorni possono diventare 10, a patto che ci sia un tampone negativo o un test antigenico negativo.

L’obiettivo principale della quarantena fiduciaria è quello di monitorare l’eventuale comparsa dei sintomi e di identificare nuovi casi. Ecco perché è necessario non avere contatti con nessuno nei giorni indicati.

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Quanti giorni restare in casa? Ecco le risposte del Ministero della Salute

QuarantenaPer quanto riguarda i positivi, non si parla più di quarantena ma di “isolamento”. Al riguardo, il Ministero della salute ha indicato tre variabili:

  • I soggetti asintomatici devono rimanere a casa per 10 giorni e, successivamente, essere in possesso di un tampone negativo;
  • I soggetti sintomatici hanno l’obbligo di rimanere chiusi in casa per 10 giorni, di cui almeno 3 devono essere senza sintomi. In più, è necessario avere un tampone negativo;
  • I soggetti positivi a lungo termine (sia sintomatici che asintomatici) devono restare a casa 21 giorni, sempre su indicazione medica. Inoltre in almeno 7 di questi giorni non devono presentare alcun sintomo. Segue, ovviamente, un tampone negativo.

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